Il discorso di Simonetta Losi per Michele Fiorini: “Ritorniamo sempre dalle parti del cuore”
C’è un momento, nella cerimonia di premiazione del Mangia del 15 agosto 2026, che vale la pena fermare e restituire per intero: la dissertazione con cui Simonetta Losi, docente all’Università per Stranieri di Siena, ha motivato il conferimento della Medaglia di Civica Riconoscenza a Michele Fiorini. Non è un semplice discorso di circostanza: è un ritratto che intreccia l’infanzia in Contrada, l’archivio di una vita e il senso più profondo della memoria collettiva senese.
Il testo integrale del discorso di Simonetta Losi
Pubblichiamo qui sotto il discorso di Simonetta Losi nella sua interezza, così come pronunciato davanti al sindaco, alle autorità civili, militari e religiose e ai componenti del Concistoro del Monte del Mangia. Lo trovate ripulito da timestamp e imperfezioni della trascrizione, ma fedele parola per parola a quanto detto al Teatro dei Rinnovati.
Il discorso di Simonetta Losi per Michele Fiorini: “Ritorniamo sempre dalle parti del cuore”
Buongiorno, signor sindaco. Buongiorno alle autorità civili, militari e religiose, ai componenti del Concistoro del Monte del Mangia e a tutti gli ospiti presenti.
“I ricordi sono voli brevi, ritornare dalle parti del cuore.” Così inizia ogni puntata di Ricordi di Palio. Ma è un lungo volo quello di Michele Fiorini, al quale oggi la sua città attribuisce il meritato e opportuno onore della Medaglia d’oro.
Conoscenza, appartenenza, memoria, identità, passione, autenticità: intorno a queste parole chiave ruotano la vita e l’opera di Michele Fiorini, classe 1970. Una vita vissuta per scelta con la Torre del Mangia come perno e come punto di riferimento.
L’itinerario che lo ha portato qui oggi comincia nell’infanzia. Michele si nutre di trasmissione orale dei ricordi, delle narrazioni del nonno Sandro Traballesi e di quelle degli anziani della Contrada Priora della Civetta, alla quale appartiene da innumerevoli generazioni. Si forma attraverso la lettura dei testi cardine del Palio, fra i quali i libri del padre Alberto, uno studioso che tante pagine ha dedicato alla storia della nostra festa.
Il giovane Michele Fiorini si divide tra lo sport e la Civetta, per la quale ha ricoperto molti ruoli. Ha vestito anche per decine di volte la montura della sua Contrada in Piazza, e ha avuto l’ambito incarico di essere mandato a prendere il cavallo. Le sue azioni rispecchiano pienamente la personalità di un ragazzo con forti valori familiari che ci piace sottolineare: l’amore per i nonni Sandro e Mammola Traballesi, autrice di preziosi diari, per i genitori Bruna Traballesi e Alberto, per la sorella maggiore Federica, per i figli Alessandro e Francesco, ai quali ha trasmesso con l’esempio, con la presenza e con gli atti l’attaccamento entusiasta alla Contrada.
Michele Fiorini è un uomo con un carattere forte, schietto, animoso, poco incline alle mezze misure. Come nella balzana, nelle cose importanti per lui c’è soltanto il bianco o il nero. Accanto a un temperamento focoso, deciso, fiero e restio ai compromessi — e per questo a volte ritenuto scomodo — c’è una grande e trattenuta, introversa e quasi timida sensibilità, che lo rende un amico prezioso, fidato e leale, un uomo generoso con slanci di grande umanità, a tratti schivo di fronte alle lodi, anche quando sa di meritarle pienamente.
Torniamo indietro nel tempo, agli anni Settanta. Ci piace immaginare Michele ragazzino, fermo per ore davanti alla televisione a guardare le vecchie Carriere con stupore ed emozione. Le immagini scorrono sotto i suoi occhi, che registrano date, fatti, nomi di cavalli e di fantini, e piano piano fanno crescere e maturare la passione e il culto della memoria.
Si compone un mondo di imprese epiche e di umane debolezze, di gloria e di disillusione, dove trova ampio spazio anche la tenerezza per i barberi che si sono dati alla corsa con le loro caratteristiche e la loro personalità animale. Nomi e soprannomi di protagonisti a due e a quattro zampe diventano per Michele persone di casa.
Ma il flusso delle immagini non si arresta, come il tempo, un tempo che passa inesorabile eppure lascia tracce, come impronte di zoccoli sul tufo. Sono immagini in movimento di vivi che sbandierano, che sorridono, che gioiscono, uomini e donne con abiti eleganti di un’altra epoca, ma con un cuore identico al nostro. Incrociando gli sguardi di quei senesi lontani nelle loro posture, nelle loro azioni, tutti noi li riconosciamo come gente nostra.
Dal desiderio impellente e infaticabile di fermare il tempo, di custodire quelle esistenze e quei fatti trascorsi affinché entrino nella memoria collettiva e non si disperdano come lacrime nella pioggia, nasce in Michele Fiorini una sete di conoscenza inesauribile.
Comincia così, con l’urgenza, la determinazione e la dedizione proprie delle grandi passioni, l’esigenza di registrare e catalogare tutto ciò che esiste sul Palio, sulle Contrade e su Siena, a partire dagli archivi di Canale 3 Toscana, per uscire poi ben presto dalle mura e anche dai confini nazionali. Per decenni Michele indaga a 360 gradi, ovunque e presso chiunque, raccogliendo e conservando migliaia di ore di girato sul Palio e su Siena: documentari stranieri, fotografie, pellicole, documenti difficilissimi da reperire, anche in sinergia con l’amico Riccardo Domenichini.
A questa forma di ricerca storica Michele Fiorini affianca fin dagli anni Novanta un’opera di produzione e di divulgazione, spesso al fianco dell’amico di sempre Massimiliano Senesi. Michele realizza interviste e film celebrativi per le vittorie della sua Civetta. Le sue immagini catturano le emozioni, le fissano e le restituiscono di nuovo attraverso filmati datati e moderni, in cui ogni contradaiolo può ritrovare sé stesso.
La raccolta, la catalogazione, il trasferimento su supporti moderni e la conservazione di foto, filmati, voci, documenti inediti e rari permettono ai ricordi di continuare a vivere, di andare “oltre il tempo” — per citare il titolo di un documentario trasmesso anche dalla RAI, il primo dedicato interamente ai senesi dell’aldilà. La memoria non muore: le persone non muoiono, finché sopravvivono nel ricordo di chi attraversa, per il tempo che gli è concesso, l’esistenza.
Michele è divenuto il depositario della storia e della cultura del Palio, delle Contrade, della città, alla quale ha garantito la salvezza, la conservazione, la trasmissione e la divulgazione di una grande eredità di ricordi. Una memoria che è un bene comune, e che Michele — esprimendo il lato migliore della senesità — concepisce coerentemente nel più puro spirito che anima le Contrade: quello generoso del volontariato, quello del dare per realizzare qualcosa di bello, di utile e di grande a beneficio di un bene comune concreto.
Filmati e foto pubblicati sulle piattaforme digitali, dedicati a fantini, dirigenti, personaggi del popolo, trovano a Siena, ma anche fuori dai confini cittadini e nazionali, un pubblico di senesi e appassionati grato ed entusiasta, che da anni tributa apprezzamento e affetto a Michele Fiorini, alle storie che racconta e al modo partecipe di narrarle. Ed è questo, insieme al rigore storico, che tiene tante persone incollate a lungo davanti a uno schermo.
I ricordi che Fiorini ha raccolto, i ricordi di Palio e di Siena, danno il nome all’associazione fondata da Michele — anima del sodalizio — e da un gruppo di persone che operano condividendo la stessa passione per la civiltà e le tradizioni senesi.
L’enorme mole di immagini e filmati dell’archivio di Michele Fiorini e di Ricordi di Palio, come tutte le grandi opere, è in perenne costruzione. E non è soltanto un tesoro materiale: da esso scaturisce prepotente il patrimonio immateriale, inestimabile, di Siena. Tutto il passato delle Contrade, dei popoli, delle Carriere non rivive unicamente nei secoli trascorsi: vive nel nostro tempo, cammina sulle nostre gambe, nei nostri sguardi, nelle nostre parole, soprattutto nelle emozioni che ci legano a coloro che hanno cambiato dimensione, ma sono ancora presenti.
Siena è una città dove non si muore mai davvero, finché ci saranno mani, sguardi, volontà, intenti amorevoli capaci di accarezzare il passato e di uscire da una dimensione dalla quale, in fondo, non siamo mai separati. Ci porta dove il “mai più” si trasforma in “per sempre”.
Vale la pena, in un giorno come questo, chiedersi che cosa sia davvero la memoria, perché il lavoro di Michele Fiorini ne è, forse più di ogni discorso, la migliore illustrazione. Esiste un fortissimo legame fra identità, memoria e appartenenza: la memoria costruisce l’identità, e con essa si conferma l’appartenenza. Un posto diventa casa non quando lo abitiamo fisicamente, ma quando questo comincia ad abitare noi. L’appartenenza è memoria che si è fatta radice reale.
La memoria di un popolo o di una città è ciò che sopravvive alla morte dei singoli testimoni, un’architettura invisibile che tiene insieme generazioni che non si sono mai incontrate. Un contradaiolo che nasce oggi e uno che è morto un secolo fa non si sono mai parlati, eppure condividono gli stessi gesti, le stesse strade, gli stessi riti, le stesse emozioni. Questo è il miracolo laico della memoria collettiva, che rende contemporanei coloro che la storia ha separato.
Ed è anche la magia di Michele Fiorini e di Ricordi di Palio: un incantesimo che si percepisce chiaramente nelle innumerevoli serate che si sono svolte e si svolgono nelle Contrade, alle quali nel tempo hanno partecipato centinaia di persone di tutte le età, dove immagini, fatti, testimonianze e personaggi del passato dialogano con il presente. È una narrazione in cui ognuno si riconosce, che rinsalda il patto narrativo che tiene insieme la comunità, offrendo ai più giovani un volto, un gesto, un dettaglio concreto in cui specchiarsi e rinnovare il vincolo di eterna appartenenza.
Il lavoro di Michele Fiorini, in definitiva, non si limita a conservare il passato: costruisce continuamente il presente come luogo abitabile e prepara il futuro come luogo riconoscibile. Ed è per questo, per il modo generoso, disinteressato e instancabile con cui ha saputo operare, per la sua autenticità, che oggi la città di Siena consegna a Michele Fiorini la Medaglia d’oro: festeggiato e abbracciato da Siena, da tutti noi amici senesi e contradaioli.
Concludo con un’osservazione. Il verbo “ricordare” e la parola “ricordi”, con la quale abbiamo aperto questo intervento, hanno, da un punto di vista etimologico, uno stretto legame con il cuore e con la rivisitazione degli affetti più profondi. Michele Fiorini proietta nel futuro la nostra storia e i nostri valori, ma soprattutto — e questa è la cosa più importante — ci riconduce alla nostra dimensione più intima, più autentica, più umana.
Grazie a Michele Fiorini, noi ritorniamo sempre dalle parti del cuore.
Simonetta Losi
Cerimonia di premiazione di Michele Fiorini al Mangia 2026, a cura di Canale 3
Nel video che segue si vede la premiazione di Michele Fiorini con la Medaglia di Civica Riconoscenza del Comune di Siena ad opera della sindaca Fabio al Mangia 2026

