Picino, la Leggenda

di Michele Fiorini, Roberto Filiani e Federico Dezi

(tempo di lettura dell’articolo: 2 minuti e 30″)

(durata del video: 1h 18′ 24″)

Ci sono personaggi che a Siena e nel Palio non possono nemmeno essere nominati, senza dover fare un inchino alla Leggenda.

Uno di questi è sicuramente Angelo Meloni detto Picino, leggendario fantino che esordì nell’ultimo scorcio dell’Ottocento per poi correre in trentasei anni di carriera ben cinquantadue Carriere e vincerne ben tredici per sette Contrade differenti. Già questi numeri la dicono tutta, ma c’è molto di più. Di queste tredici Vittorie, ci sono ben quattro Palii vinti nel Valdimontone e altrettanti nell’Oca, dove la Memoria di Picino rappresenta praticamente un personaggio storico paragonabile a Mazzini, Cavour o Garibaldi (e non è un’esagerazione!). Picino vinse anche un Palio a testa per le Contrade di Leocorno, Drago, Istrice, Chiocciola e Onda.

Michele Fiorini ci ha abituati a delle vere e proprie imprese di ricerca storica e della Memoria del Palio e di Siena. Una di queste è quella che ha documentato con questa puntata che non esito a definire una pietra miliare del progetto di “Ricordi di Palio”. Ovviamente il merito va anche a Roberto Filiani e a Federico Dezi, che hanno aiutato Michele Fiorini nella redazione del materiale citato in questa puntata su Angelo Meloni, detto Picino.

L’esordio del fantino di Canepina (VT) è datato al Palio del 4 luglio 1897, quando il fantino non era ancora nemmeno diciottenne (e quindi contravvenendo alla regola istituita nel giugno 1852 che occorresse la maggiore età per correre il Palio di Siena). La sua carriera durò fino al Palio del 2 luglio 1933, praticamente facendo un passaggio di consegna con Fernando Leoni detto Ganascia, che esordì in quegli anni e che proprio nel 1933 realizzò il Cappotto per la Tartuca e lo seguì come fantino di riferimento del Palio di Siena.

Di Angelo Meloni voglio ricordare rapidamente due aneddoti, raccontati da Michele Fiorini in questa puntata di “Ricordi di Palio”.

Subito dopo aver vinto il Palio del 3 luglio 1908 nella Contrada dell’Oca, Angelo Meloni fu dato per disperso e addirittura si temette che fosse stato ucciso da qualcuno. Non se ne sapeva nulla, né a Siena, né nella sua zona di origine, appunto la Tuscia viterbese. In particolare, i sospetti di omicidio ricaddero subito sul fantino del Bruco, Fernando Menichetti, detto Popo, che durante la corsa di quel Palio, si fermò per un giro aspettando Picino nell’Oca al giro dopo per placcarlo e impedire così che potesse vincere quella corsa. Il piano di Popo fallì, perché Picino vinse lo stesso. Popo fu squalificato a vita per quell’episodio, e così si temette che lo stesso Popo avesse dato la caccia a Picino per fargli la pelle!

Al Palio di agosto 1908,  avrebbe dovuto correre nell’Istrice, ma cadde in una delle Prove prima del Palio e si sfracellò un gomito. Fu dato per definitivamente KO da tutti. Fu dato per finito.

“I medici dicono che al povero giovane rimarrà senza articolazione il braccio sinistro, data la grave frattura del gomito […] Lo stesso Meloni non sa ancora nulla della gravità del suo stato” (da “La Vedetta Senese” del 19/20 agosto 1908).

Non si sa come, ma Picino si riprese bene. Non solo: dopo quell’incidente vinse ancora ben nove Palii! Sì, avete letto bene. Nove Palii!

Morto alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel gennaio 1945 a Roma, sconvolta dall’occupazione e dalla guerra appunto, di Picino, nemmeno i parenti stretti sapevano dove fosse la tomba, perché il cimitero del Verano di Roma aveva subito degli incendi e i registri, che allora erano cartacei, erano andati distrutti.

Fatto sta, che non si sa come, ma Michele Fiorini è riuscito a ritrovare la tomba di Picino, grazie all’aiuto di alcuni gentilissimi impiegati comunali dei servizi cimiteriali di Roma Capitale.

Ad Angelo Meloni, detto Picino, Michele Fiorini aveva già dedicato una puntata introduttiva della storia del fantino leggendario di Canepina (Viterbo). Ve la linkiamo qua “Sulle tracce di Angelo Meloni, detto Picino”. Sembra preistoria a rivedere quella prima, acerba puntata di mezzora, nel frattempo “Ricordi di Palio” è diventato un progetto conosciuto da tutti, sia in città che anche in molte parti d’Italia da parte di appassionati che ci scrivono. Guardate quel primo video, perché merita, senza mancare di dire che al paese di origine di Angelo Meloni, Canepina (VT), è stato dedicato un piccolo Museo a questo leggendario personaggio che vi invitiamo ad andare a visitare.

Buona visione! E se volete, potete anche commentare qui sotto!

Fabrizio Gabrielli

Riferimenti:

La scheda di Angelo Meloni, detto Picino su ilpalio.org