Canapetta, occhi di ghiaccio

di Michele Fiorini, Roberto Filiani, Francesco Zanibelli e Daniele Mario Lancia

(tempo di lettura dell’articolo: 3 minuti e 30″)

(durata del video 1h 44′ 13″)

Stavolta, nel commentare questa straordinaria puntata di “Ricordi di Palio”, vorrei partire dal fondo, cioè citando la poesia finale di Simonetta Losi, recitata da Alex Baldi che, in poche righe illuminanti, riassume alla perfezione tutte le peculiarità di Antonio Trinetti, detto Canapetta, fantino e uomo che a Siena ha lasciato una traccia, piena di umanità, prima ancora che paliesca. Un uomo al quale, finalmente, dopo anni di oblìo, nel settembre 2019 il comune di origine di Allumiere, in provincia di Roma, ha reso omaggio intitolandogli una via.

È incredibile come le cose, nel Palio e nella Vita (che per un senese coincidono), alla fine ritrovino la loro giusta dimensione. Tutto torna al suo posto, nella “giostra” olistica dei sentimenti e delle pulsioni umane che sono il fondamento della nostra Festa.

È questo il senso più autentico di questa puntata, che non esagero a definire “di svolta”, insieme a tutte quelle della quarta stagione di attività del Gruppo di “Ricordi di Palio”. In effetti il progetto di Michele Fiorini, che ha curato questa puntata insieme a Roberto Filiani, a Francesco Zanibelli (che è anche editore e curatore del sito partner “La Voce del Palio”) e a Daniele Mario Lancia, è ormai decollato a pieno titolo tra le perle che fanno di Siena una specificità unica al livello nazionale e non solo.

Con poche riprese in esterna, tutte molto sobrie e quasi scarne, in totale assenza di clamore, senza alcun “effetto speciale”, Michele Fiorini ci regala, in questo video di quasi due ore, un concentrato di emozioni che tocca tutte le corde dell’animo umano, dal trionfo alla disperazione più totale, che sono gli estremi toccati da Canapetta nella sua parabola di vita reale. Ecco, parabola è la parola che ricorre più di una volta in questa puntata. La dice Michele Fiorini e la dicono le persone intervistate. E qui parabola sta a significare due cose diverse: da una parte il percorso di ascesa e caduta agli inferi di un Uomo che, dimenticato da molti, scivola su binari che lo portano a una prematura scomparsa. Ma parabola è qui anche metafora che simboleggia una storia, quella di Canapetta, che può e deve servire come monito e insegnamento a tutte le parti coinvolte nella Festa, perché dietro a ciò che si vede di un fantino, c’è sempre un Uomo, con le sue debolezze e le sue fragilità. E per la prima volta, per raccontare la storia di Canapetta, Michele Fiorini davanti alle telecamere, pronuncia la parola ipocrisia.

È così che questa puntata ripercorre le stagioni del fantino di Allumiere, dall’esordio nell’Onda del luglio 1959, all’amicizia con Giuseppe Gentili, detto Ciancone, suo vero mèntore e sostenitore, agli inizi della carriera, in cui corse più volte con la Tartuca. E proprio in questa puntata si vede come nelle “sliding doors” del Palio (come, giustamente, le chiama talvolta Michele Fiorini) si intreccino storie che poi invertono la loro direzione. È così che Canapino e Canapetta si ritrovano a correre il primo nella Chiocciola e il secondo nella rivale Tartuca, per poi invertire tutto il corso della Storia e trovare la loro Gloria a parti invertite nelle due Contrade, con Canapino che diventa storico fantino trionfatore nella Contrada di Castelvecchio e Canapetta che trova la sua glorificazione nella Contrada di San Marco.

Ecco, più che parlarvi di singoli episodi citati nella puntata, come sempre, tutti da gustare, è importante capire il filo rosso che “guida” la narrazione di Michele Fiorini, perché è importante capire gli estremi che si toccano e i capovolgimenti di fronte.

I Palii vinti, sì, e sono tre per Canapetta (uno nel Drago e due nella Chiocciola e tutti e tre rocamboleschi, con episodi che sono entrati nella leggenda paliesca, soprattutto lo storico Palio del 17 agosto 1966), ma anche i Palii che avrebbe potuto vincere e che sono finiti male, quelli dove un episodio infinitesimale ti cambia la Vita, come fantino e come Uomo.

Questo è il riassunto di questa puntata, che entra di diritto tra le pietre miliari del progetto “Ricordi di Palio”. Una puntata che davvero ci fa pensare che siamo tutti quanti spettatori increduli e sbalorditi di questo spettacolare Patrimonio Immateriale dell’Umanità che è il Palio di Siena.

Buona visione!

Fabrizio Gabrielli

La scheda di Antonio Trinetti, detto Canapetta su ilpalio.org