Meloncino, figlio d’arte della leggenda Picino

di Michele Fiorini, Roberto Filiani e Federico Dezi

(tempo di lettura dell’articolo: 4 minuti)

(durata del video 55′ 42″)

Questa nuova puntata dedicata a Corrado Meloni, detto Meloncino, figlio di Angelo Meloni, detto Picino, è importante, perché delinea con grande precisione il quadro paliesco che va da inizio secolo fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Del padre di Meloncino, Angelo Meloni, detto Picino, ne abbiamo già parlato in due puntate, perché Picino rappresenta una vera e propria leggenda del Palio, che Michele Fiorini è andato a scoprire palmo a palmo. La prima volta fu proprio nella puntata di esordio del progetto di “Ricordi di Palio”, che vi invitiamo a vedere o a rivedere, dal titolo “Rincorrendo Picino”. Fu anche la prima uscita ufficiale di Michele Fiorini, con le prime riprese in esterna, nell’alto Lazio, a Canepina, dove esiste anche un piccolo museo dedicato ai due fantini della famiglia Meloni (il museo si trova presso il Palazzo Comunale del piccolo paese di Canepina, in provincia di Viterbo).

Successivamente, di Angelo Meloni, detto Picino, ne abbiamo riparlato poco tempo fa in questa quarta stagione di “Ricordi di Palio”, con una lunga puntata, che ha sviscerato per bene questa vera e propria leggenda del Palio. Non a caso la puntata si chiama proprio “Picino, la leggenda”.

Angelo Meloni, padre di Corrado, detto Meloncino, è stato forse il primo, vero fantino professionista del Palio di Siena. Dopo 13 Vittorie sul Campo, fama, gloria, sicuramente anche denaro, sappiamo che fu molto inviso ai senesi, perché fu il primo, vero dominatore delle strategie paliesche (cosa che poi si è ripetuta altre volte in tempi più recenti, come sappiamo). In altre parole è anche grazie soprattutto al lavoro di Michele Fiorini, e delle sue ricerche storiche, che stiamo comprendendo che i fantini professionisti vennero ben prima di Aceto e di Ciancone. Ma torneremo a parlarne in futuro, ovviamente.

È in questo quadro che va vista l’affermazione iniziale di Michele, quando all’inizio della puntata afferma che Meloncino non poteva non seguire le orme del padre. Certamente, anche perché Meloni padre aveva tratto una buona fonte di sostentamento familiare, in tempi in cui si faceva la fame per davvero.

Bellissimo l’incipit della puntata con Tambus che intervista Sunta Pulcinelli, che parla di Meloncino e che dà uno spaccato dei tempi passati. Da lì, la puntata spiega la celebre regola istituita dopo il Palio del 16 agosto 1907, in base alla quale i parenti consanguinei non potevano disputare lo stesso Palio, regola poi abolita solo nel 1972. È importante parlarne, perché per alcuni anni Meloni padre e Meloni figlio dovettero accondiscendere alle strategie delle dirigenze contradaiole, per cavalcare in Piazza a turno. O l’uno o l’altro, insomma. Una regola che, tra l’altro, avevano contribuito proprio loro a far istituire, insieme alla dirigenza di Fontebranda dell’epoca.

Fatto sta che, quando agli inizi degli anni Trenta Fernando Leoni, detto Ganascia, nerbò Picino al Palio del 2 luglio 1933 (nerbate passate alla Storia del Palio, perché segnarono letteralmente un passaggio d’epoca), si assistette a una sorta di passaggio di testimone familiare, con la rivalità con Ganascia che passò dal padre al figlio, dovuta, pare, anche a questioni sentimentali legate a una donna.

Gli anni Trenta del secolo scorso, per il Palio di Siena, rappresentano un po’ quello che è l’Enciclopedia Italiana Treccani per la cultura, non a caso anch’essa nata grosso modo negli stessi anni. Anni di fermento, in tutti i sensi, anni in cui anche il Palio subì le influenze della società. Nacque allora il T.O.N.O., la celebre alleanza tra le Contrade di Tartuca, Oca, Nicchio e Onda che portò i quattro rioni a far man bassa di Palii in quegli anni.

Proprio nel 1933 ci fu il Cappotto della Tartuca con Ganascia e Folco (triplo Cappotto, della Contrada, fantino e Cavallo, come poi è accaduto solo un’altra volta in tutta la Storia del Palio nel 2016). L’anno seguente, il 1934, l’alleanza del T.O.N.O. decise che a luglio dovesse vincere la Civetta. Lo scopo era quello di riuscire a scuffiarla e a passare la cuffia alla Torre, la storica rivale dell’Oca.

Il piano riuscì alla perfezione. Nella puntata Michele ci spiega tutto quanto. La Civetta trionfò in un Palio in cui Ganascia nel Drago, col favoritissimo Folco, Cavallo vittorioso del Cappotto dell’anno prima, restò a bocca asciutta e arrivò addirittura secondo che, come tutti sappiamo, è un’onta anche peggiore. Meloncino vinse il suo primo Palio e il Cavallo Ruello il suo secondo di cinque. Avvincente il documento video di quel Palio che si vede in questa puntata. Fu presente a quella Carriera anche Sua Altezza Reale, Re Vittorio Emanuele III di Savoia e si vede nelle spettacolari immagini dalle finestre di Palazzo Pubblico. L’audio è originale! Godetevelo!

Poi arrivò il Palio del 16 agosto 1934. Dopo la Vittoria nella Civetta, Meloncino approdò nell’Oca a montare la cavallina Wally in Fontebranda. L’alleanza del T.O.N.O. decise di favorire la vittoria dell’Oca, ma l’epilogo di quel Palio, ancora oggi discusso e molto travagliato, portò alla rottura della storica alleanza tra le quattro Contrade, con strascichi che si sono protratti fino agli anni Ottanta e anche oltre.

Meloncino fece così Cappotto nel 1934. Fu un Cappotto solo suo di fantino, non ci fu il Cappotto come quello del 1933, Contrada, Cavallo, fantino. Ma quel Palio passò alla storia e in questa puntata Michele Fiorini ci racconta tutto.

L’epilogo della vita di Meloncino è tragico e, tra l’altro, anche poco noto, prima di questa ricerca originale di “Ricordi di Palio”. Corrado Meloni si suicida in vecchiaia, secondo modalità che vengono raccontate da Michele Fiorini che è tornato a trovare i parenti del fantino a Ronciglione (Viterbo), poco prima di apporre una targa commemorativa sulla tomba del fantino.

Una puntata breve, ma che lascia ancora una volta il segno su questa nuova stagione di questa fantastica avventura che sta diventando “Ricordi di Palio” per tutta la Città di Siena, grazie a Michele e a tutto il suo staff.

Buona visione!

Fabrizio Gabrielli

Riferimenti:

La scheda di Corrado Meloni, detto Meloncino su ilpalio.org

La scheda di Angelo Meloni, detto Picino su ilpalio.org

La scheda di Fernando Leoni, detto Ganascia su ilpalio.org

La scheda di Ruello su ilpalio.org

La scheda di Wally su ilpalio.org

La scheda del Palio del 2 luglio 1934 su ilpalio.org

La scheda del Palio del 16 agosto 1934 su ilpalio.org