Vittorino, fenomenale stella del Palio
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(durata del video 3h 18′)
A venti anni dalla fine della sua esistenza terrena, il mito di Giorgio Terni detto Vittorino rivive grazie a Ricordi di Palio. Si intitola “Fenomenale stella del Palio” il documentario che ripercorre la sfolgorante avventura in Piazza del Campo del fantino di Monticello Amiata, sette volte vittorioso tra il 1954 ed il 1961.
Tre successi nel Nicchio, uno ciascuno con i giubbetti di Onda, Leocorno, Chiocciola e Torre, dicono le statistiche (da record) di Vittorino, ma nel lavoro realizzato da Michele Fiorini, Roberto Filiani, Simonetta Losi e Luca Martini c’è pure l’aspetto umano di un’esistenza, quella di Giorgio Terni, che ha piantato solide radici nella vita di Contrada, la Contrada dei Pispini, una volta abbandonata, purtroppo in maniera traumatica, l’attività di fantino a soli 32 anni: le testimonianze di chi lo ha frequentato (ex colleghi ed ex dirigenti palieschi) negli anni in cui montava a cavallo e di tutti coloro che lo hanno vissuto prima, durante e dopo gli intensi undici anni che ne hanno segnato la carriera sul Campo, permettono infatti di ricostruire a 360 gradi la vita di un personaggio che ha lasciato una traccia indelebile nella storia del Palio ma che si è fatto apprezzare, ben volere e ricordare pure lontano dal tufo.
Vittorino è il guizzo, sorprendente e sfortunato, all’esordio su Turbolento (più di nome che di fatto), è il volo vittorioso ripetuto due volte in poco più di sessanta giorni in groppa a Gaudenzia e inframezzato da una storia da libro, non è una metafora, nella quale è proprio l’amata Gaudenzia a regalargli un’amara beffa, è l’ascesa forte e prepotente di un quadriennio (gli anni tra il 1957 ed il 1961) nel quale con Tanaquilla, Belfiore, Uberta e Salomé giunge primo al bandierino per ben cinque volte, tre delle quali per il suo Nicchio. Vittorino è però anche un destino cinico e baro che una mattina di luglio, dopo una caduta da cavallo tra i canapi, scrive la parola fine su un’avventura altrimenti destinata a durare ancora a lungo, probabilmente riscrivendo la storia del Palio nei decenni a venire. Nasce un altro Vittorino, da quel giorno, che si fa ricordare e apprezzare per tante altre sfumature, certo più intime ma non per questo meno a colori di quando con fierezza e mestiere portava addosso i giubbetti delle Contrade. Un Vittorino, anzi un Giorgio Terni, che Ricordi di Palio ha saputo ripercorrere nelle parole di familiari e amici, dando finalmente lustro ad un personaggio che meritava di essere riscoperto, non solo ricordato.
Matteo Tasso

