“Ganascia di fame e di nerbo”, sulle tracce del fantino delle grandi imprese
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(durata del video 3h 49′)
Ci regaliamo una nuova, fantastica incursione nella storia del Palio riaccendendo i riflettori su Fernando Leoni detto Ganascia, il fantino statisticamente più vittorioso sul tufo nel periodo compreso tra il 1930 e l’inizio degli Anni Cinquanta. Le sue otto affermazioni in Piazza del Campo, alcune tra le quali rimaste nell’immaginario popolare anche a distanza di quasi un secolo (su tutte la storica impresa del cappotto realizzato nel 1933 per la Contrada della Tartuca, montando il mitico Folco, ma anche l’arrivo a nerbo alzato che nel 1939 interruppe un lungo digiuno quasi trentennale per la Contrada della Torre), sono tema centrale di Ganascia, di fame e di nerbo, titolo che contestualizza un’epoca romantica e al tempo stesso ruvida, per il Palio come per Siena, della quale l’imponente campione di Monticello Amiata fu indiscusso protagonista.
A spingersi sulle sue tracce è stato ancora una volta Michele Fiorini, che avvalendosi del prezioso contributo di Roberto Filiani e di una lunga serie di testimonianze (su tutte quella emotivamente molto partecipata, a tratti commossa, di Enrico Corbelli, che nel racconto si è unito alle voci di Giovanni Mazzini, Massimo Bianchi, Bernardini Radicchi, Mario Savelli, Donato Tamburelli, Silvano Vigni, Giulia Pomponi, Laura Brocchi, e Simonetta Losi) ha ricostruito le tappe salienti dell’avventura sul tufo di Ganascia. Quanto alla persona Fernando Leoni, che per tradizione e per situazioni contingenti non poteva non essere un uomo di cavalli, la ricerca di Ricordi di Palio si è spinta sulle pendici della Montagna, volutamente con la emme maiuscola, per coglierne l’essenza più vera grazie ai racconti di familiari e conoscenti: il suo ricordo, tra i monticellesi, è un ricordo ancora vivo (nel corso della puntata si scopre come la corale della piccola frazione amiatina, qualche anno fa, gli abbia dedicato addirittura una canzone) che viene ben sintetizzato dalle parole di chi ha avuto l’opportunità di conoscerlo direttamente e di chi magari ne ha solo sentito parlare ma a tutt’oggi lo considera, assieme a Giorgio Terni detto Vittorino, l’enfant du pays, il campione di casa.
Foto e filmati inediti sono parte integrante di questo ennesimo viaggio nel tempo, un lungo approfondimento che riscalda il cuore e fa sognare epoche lontane eppure ancora ben presenti, magari con un pizzico di giustificata malinconia, nei ricordi di chi le ha vissute o le ha sentite raccontare.
Matteo Tasso


