Costantino Giuggia e le occasioni mancate da Morino IV
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ร una vicenda sfortunata e struggente quella diย Costantino Giuggia, fantino del Palio tra la seconda metร degli anni Sessanta e la prima del decennio successivo. La storia di un ragazzo che, arrivato a Siena dallโentroterra sardo, si era fatto apprezzare per le proprie qualitร a cavallo (in corsa, ma pure come preparatore di barberi) e benvolere per quellโindole di persona squisita, magari un poโ taciturna ma sempre gentile e disponibile con tutti che forse, a posteriori, avrebbe finito per rappresentare un limite alla sua reale consacrazione sul tufo.
Unโesistenza, purtroppo, breve, quella diย Morino IVย (soprannome datogli nel luglio del 1966 dai dirigenti della Selva, la Contrada che lo fece esordire in Piazza montando la cavalla Beatrice), che la โmacchina del tempoโ diย Ricordi di Palioย bene ha fatto a ripercorrere con una bella puntata realizzata daย Michele Fiorini e Roberto Filiani: a raccontare gli anni senesi di Giuggia sono state le testimonianze diย Beppe Temperini, legato al fantino di Nuoro da una forte amicizia nata in scuderia e protrattasi fino al momento della sua tragica morte (avvenuta nellโottobre del 1977), diย Paolo e Giancarlo Berni, diย Massimo Gasparri,ย Mario Savelliย e, soprattutto, quella bella e commovente diย Roberta, la figlia di Costantino.
Intervista dopo intervista, tornano in auge alcuni episodi che hanno fatto la storia del Palio, come la tumultuosa Carriera dellโagosto 1966 nella quale Morino IV vestiva il giubbetto della Torre in groppa a Topolona, nomi come quello di Ercole, cavallo noto per rifiutare le curve della Piazza e che Giuggia, invece, riusciva sistematicamente a far girare durante le batterie di selezione, e poi lโultima grande occasione non colta, quella del 1975 su Lucianella con addosso il giubbetto della Pantera, sfumata per uno scarto della forte purosangue allโultima curva di San Martino, quando ormai Costantino aveva la vittoria in mano. Lโaddio del fantino al Palio sarebbe avvenuto dopo lโultima apparizione, sempre nella Pantera, ad agosto dello stesso anno, lasciandogli non pochi rimpianti per ciรฒ che avrebbe potuto essere, ma mai un destino cinico e crudele aveva dato lโassenso a concretizzare.
Matteo Tasso

