Bazzino, gentleman solo all’apparenza

di Michele Fiorini, Duccio Fiorini, Michele Lorenzetti, Luca Pierini, Cecilia Rigacci, Francesco Tiravelli e Francesco Zanibelli

(tempo di lettura dell’articolo: 3 minuti e 30″)

(durata del video: 1h 32′ 14″)

“Guerrieri si resta!”. È così che Michele Fiorini chiude la lunga intervista, apostrofando, per ringraziarlo, il fantino Massimo Alessandri, detto Bazzino, figlio d’arte, e non di uno venuto dal nulla, ma del grande Eletto Alessandri, detto Bazza, trionfatore di Piazza in ben sei Palii, correndone ben trentasei. Mica bruscolini! Ed è così che Massimo, fin da bambino, come altri figli d’arte della Piazza e del Palio, prende le mosse e inizia a gareggiare nelle cosiddette “regolari”, un po’ correndo in provincia e un po’ facendo lo stalliere, come tutti i ragazzi che cercano di fare esperienza.

Non è una cosa di poco conto, la sua storia, ove l’essere figlio d’arte lo ha relegato per tutta la sua carriera al ruolo di chi deve cercare di eguagliare chi lo ha preceduto, solo per dimostrare di essere all’altezza.

Massimo Alessandri non è mai stato considerato un fantino nemmeno lontanamente paragonabile ad Aceto o ad altri, eppure, proprio all’inizio di questo video, si vede uno spezzone nel quale il celebre Maurizio Costanzo intervista i fantini del Palio di Siena. Ci sono proprio Aceto e Bazzino in primo piano e Costanzo mette il microfono davanti alla bocca di Bazzino per chiedere chi sia il migliore fantino del Palio. Bazzino tituba davanti al microfono, più per modestia, che per scarsa autoconsiderazione, ma subito arriva Aceto che dice lui di essere il migliore di tutti. Guardate l’espressione di Bazzino e ascoltate la sua risposta!

In effetti, essere figlio d’arte gli ha dato la più grande dote possibile, cioè quella di essere nato in mezzo ai cavalli e di averci avuto a che fare fin da bambino. Per questo le sue doti indiscusse di grande “guidatore”, o “driver” come si dice nelle “regolari”, gli ha dato la capacità di capire ogni minima inclinazione, ogni minimo vizio dei barberi. Si capisce come questa sua innata dote possa essere stata apprezzata in Piazza del Campo, dove i cavalli, specie nei tempi che furono, avevano mille difetti, vizi, problemi di tutti i tipi e di gente col manico ce n’era davvero poca, al di là di tutte le farfanterie e le sbruffonaggini rodomontesche.

Ecco, parliamo di Massimo, allora: non è riuscito ad eguagliare suo padre Eletto, correndo comunque ventisei Palii, anziché trentasei come il babbo, dal 1973 al 1993. Ma ne ha comunque vinti due, di Palii. E che Palii! E con che cavalli! Vogliamo parlare di quello che corre tra Pancho e Panezio? Tanto per fare un paragone, tra Pancho e Panezio, in termini automobilistici, è come se stessimo parlando di una Fiat 128 e di una Alfa Romeo Duetto Spider decappottabile. Ah, ok, siete giovani? Allora andate su Wikipedia a vedere che macchine erano oppure su ilpalio.org, per sapere di più su Pancho e Panezio. E poi Panezio era… semplicemente Panezio, perché anche i giovani lo conoscono. Anche se Panezio aveva 13 anni, quasi 14, quando Bazzino ci vinse nel 1982, montando nella Contrada della Chioccola, capirete bene che viaggiare su un’auto supersportiva, anche se vecchiotta, ma tenuta benissimo, era ancora un gran bel viaggiare.

Bando alle ciance e alle metafore, il video di quasi un’ora e mezza dell’intervista di “Ricordi di Palio” ripercorre tutta la carriera paliesca di Bazzino, con Michele Fiorini che, come sempre, riesce letteralmente a spulciare nella vita intima di questi straordinari uomini che sono i fantini: gente strana, piena di passione come noi contradaioli, ma che è costantemente sotto ansia da prestazione e in odor di vile denaro.

Brutta razza, si dirà! E invece questa chiacchierata ci restituisce un Bazzino incredibilmente zen, con aneddoti, raccontati da Michele, che ci danno l’idea di un grande fantino. Sì, perché non dimentichiamoci che negli anni Settanta e Ottanta tutti quanti noi lo zen non sapevamo nemmeno che cosa fosse! E allora in Prefettura al fantino calmo e tranquillo (ma consapevole dei propri mezzi!) gli si urlava in faccia a muso duro! Erano altri tempi, nella vita paliesca e non. Ma in pochi anni nel mondo paliesco e contradaiolo, come nella vita reale, è cambiato moltissimo.

Questo video ve lo gusterete da cima a fondo, senza tener conto che Bazzino, oltre per le sue due storiche vittorie del 1974 e 1982 è passato alla Storia del Palio anche per l’episodio in cui chiese l’ora a un turista nel corso dell’estenuante mossa del Palio del 2 luglio 1991 (un’ora e tre quarti di mossa con dieci uscite dai canapi), che infatti fu poi rimandato al giorno dopo a causa del buio (ultimo Palio, da allora, ad essere rimandato per buio e non per condizioni meteo).

Questo video fa ridere e piangere insieme: quando, incredulo, viene vestito con lo storico giubbetto della Contrada della Chiocciola con cui vinse il Palio del 16 agosto 1982, Massimo, ha un sussulto da guerriero e ritrova l’urlo liberatorio che lo ha fatto passare alla Storia del Palio.

Buona visione!

Fabrizio Gabrielli

Riferimenti:

La scheda di Massimo Alessandri, detto Bazzino su ilpalio.org

La scheda di Panezio su ilpalio.org

La scheda del Palio del 2 luglio 1974 su ilpalio.org

La scheda del Palio del 16 agosto 1982 su ilpalio.org